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Comune di Cesana torinese

icona Data: 28/11/09

Il bilinguismo italo-francese nei territori di confine

E' un diritto e una prospettiva di sviluppo

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"La Provincia di Torino ha sul suo territorio delle aree riconosciute come aree di minoranze linguistiche, ma non ha le forze, anche economiche, di una provincia a statuto speciale: perciò è naturale che per tutelare le minoranze si debbano chiedere risorse e interventi allo Stato. Non si tratta di difendere una riserva indiana, ma di sostenere il bilinguismo nei territori di confine come opportunità di sviluppo turistico ed economico".
Con queste parole è intervenuto l'assessore provinciale alla cultura Ugo Perone all'incontro, convocato ieri dalla Prefettura di Torino, per discutere le difficoltà a mantenere classi di bilinguismo nelle zone francofone (24 Comuni nella provincia di Torino, a cui si aggiungono 47 francoprovenzali e 37 occitani): molte infatti da quest'anno sono state soppresse, non avendo l'Ufficio scolastico provinciale riassegnato i docenti di francese "specialisti" ai comuni interessati dal bilinguismo italo-francese.
L'incontro, coordinato dal Prefetto Paolo Padoin, a cui hanno preso parte una rappresentanza dei dirigenti scolastici delle zone interessate e due rappresentanti tecnici della Direzione dell'Ufficio scolastico regionale del Piemonte, faceva seguito a una richiesta di incontro che, in accordo con i dirigenti scolastici, l'assessore Perone aveva rivolto al direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Francesco De Sanctis.
"Mi sarei atteso una risposta, anche in assenza di una convocazione prefettizia, che non è mai arrivata" ha detto Perone "Questo è un argomento su cui è indispensabile ottenere risposte politiche, perché chiama in causa sia problemi legati alla riforma della scuola primaria sia la legge di tutela delle minoranze linguistiche, che è disattesa: l'articolo 4 infatti recita che nelle scuole materne, elementari e nelle scuole secondarie di primo grado è previsto l'uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento. La Provincia di Torino ha il merito, raccogliendo le sollecitazioni di molti, di aver posto il problema, ma questo non può innestare la logica scorretta di pretendere che sia lei, al di là delle proprie competenze, a risolverlo. L'applicazione delle leggi dello Stato compete in questo caso, con tutta chiarezza, alle autorità scolastiche regionali. La Provincia di Torino già da anni interviene a sostegno delle iniziative avviate sul territorio in accordo con i Comuni e le Comunità Montane: il nostro sostegno non verrà meno se, adempiuti gli obblighi, si vorranno progettare ulteriori sperimentali sviluppi".

Per informazioni su questo comunicato:

Alessandra Vindrola
Media Agency Provincia di Torino
tel. 011.8612209
cell. 349.4163037
mail: alessandra.vindrola@provincia.torino.it


     

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